Riserve e parchi nazionali in cerca di un equilibrio tra tutela e sviluppo.
a cura di Micaela Solinas Responsabile Settore Turismo Sostenibile e Parchi di CTS
Negli ultimi dieci anni diverse aree protette italiane hanno progressivamente affermato, pur tra mille difficoltà, il proprio ruolo nel tessuto sociale, culturale ed economico dei territori di cui fanno parte, mediando tra le ineludibili necessità di salvaguardia dei sistemi ecologici e la volontà di incentivare in maniera controllata iniziative che siano in grado di assecondare lo sviluppo dell’eco.
Il turismo è senza dubbio tra le attività che determinano delle ricadute positive da un punto di vista economico e gli Enti di gestione hanno da tempo cominciato a misurarsi con queste nuove prospettive. Tuttavia, una serie di importanti domande restano senza risposta: le aree protette sono in grado di indirizzare domanda e offerta turistica in un quadro di qualità e sostenibilità, come le proprie finalità istitutive richiederebbero? Sono in grado di favorire collaborazioni e reti fra gli attori (economici e non) del territorio, premessa necessaria per re-distribuire i benefici indotti dal turismo, ma anche per costruire un’offerta integrata e competitiva?
Il turista interessato ai parchi vede soddisfatte le sue esigenze in termini di disponibilità di informazioni, servizi offerti, prenotazione e acquisto? Quanti parchi sono vere destinazioni turistiche, intese come luoghi in cui i fattori d’attrazione sono messi a sistema con infrastrutture e servizi che permettono una gestione efficace ed efficiente dei flussi in un’ottica di sostenibilità, oltre che di soddisfare i bisogni e gli interessi della domanda? Rientra tra i compiti degli Enti gestori occuparsi della gestione e lo sviluppo dei flussi turistici e fino a che punto?
Il progetto TeAP – Turismo e Aree Protette, realizzato da CTS per conto del Ministero dell’Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare, ha voluto rispondere a queste e altre domande prevedendo la realizzazione di una serie di attività finalizzate allo studio del turismo nel sistema delle aree protette nazionali e al ruolo svolto dagli Enti Parco per il suo sviluppo in chiave di sostenibilità. In primis, si è voluto definire un quadro complessivo e il più possibile esaustivo delle dinamiche turistiche nei singoli Parchi Nazionali, del modus operandi dei loro enti gestori, dei modelli di governance adottati, delle ricadute in termini di qualità dell’ambiente e della vita, di sviluppo sostenibile dei territori e del turismo, delle relazioni esistenti tra i diversi attori dei sistemi locali e delle loro percezioni. I risultati di questo lavoro, che ha interessato 22 aree, sono contenuti nel Secondo Rapporto sul Turismo nei Parchi Nazionali, che a cinque anni di distanza dalla prima ricerca (realizzata sempre da CTS) ricostruisce il contributo che i parchi apportano allo sviluppo del turismo nei territori di riferimento.
Il progetto ha inoltre voluto cogliere e restituire elementi di riflessione e di analisi relativi ai parchi nazionali come sistema, cioè come rete di territori accomunati da analoghe finalità e riferimenti normativi e amministrativi, pur nella varietà e specificità dei singoli contesti. Per raggiungere questi obiettivi il progetto ha focalizzato l’attenzione, oltre che sul settore turistico, su due aspetti strettamente connessi allo sviluppo turistico nei parchi. Il primo è quello della comunicazione, nella consapevolezza che questo implica affrontare temi che vanno oltre il turismo, per toccare in senso più ampio il ruolo e la funzione dei parchi nella società. La riflessione su questi temi è tutt’altro che scontata, sia in relazione al “cosa” comunicare, giacché i parchi assolvono numerose e complesse funzioni, su cui vigono visioni e interpretazioni diverse, sia in relazione al “come” e al “con chi”, aspetti tra loro strettamente connessi. Questo è, tuttavia, il punto di partenza imprescindibile, a maggior ragione se si vuole effettuare una prima valutazione dell’azione comunicativa dei parchi, per tentare di coglierne i punti di forza e debolezza, in un’ottica propositiva. Pertanto il progetto ha analizzato, per la prima volta e in modo sistematico, contenuti, modalità e strumenti della comunicazione effettuata dai Parchi Nazionali italiani, anche attraverso la percezione che di essa hanno i cittadini italiani, i residenti, gli attori economici, gli esperti di turismo e di comunicazione.
Il secondo aspetto indagato è quello del valore economico dei parchi, che nel progetto viene affrontato secondo tre diverse prospettive:
1. valore attribuito alle aree protette in quanto beni ambientali sottoposti a tutela. A questo scopo si è sondata la percezione dei cittadini italiani e dei residenti dei parchi, per stimare e quantificare il valore che essi attribuiscono ai parchi nazionali in funzione di diverse tipologie di utilizzo;
2. valore “aggiunto” al territorio dalla presenza del Parco in quanto soggetto gestore, che ha un ruolo nella definizione delle modalità di fruizione, nello sviluppo sostenibile dell’area e nel determinare la qualità della vita delle popolazioni locali;
3. impatto economico generato dalle attività turistiche nel territorio del parco, in termini di addetti, imprese, reddito, indotto (spesa turistica).
La restituzione dei risultati e dell’immensa mole di dati raccolta non è, purtroppo, possibile in questa sede. Resta l’augurio e l’auspicio che essi vengano utilizzati dai soggetti competenti perché è soltanto attraverso un approccio ragionato e pianificato, integrato e condiviso, a partire da una adeguata base di conoscenze, che il difficile connubio tra conservazione e sviluppo può essere realizzato.
Per informazioni: ambiente@cts.it