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ECO-TENDENZE

Con l’eco parrucchiere la bellezza fa rima con ambiente

di Elisa Peduto

Gianfranco Boccanelli - uno dei Saloni Nature L’Oréal Professionnel - arreda oggi il suo salone di bellezza con piante e fiori e per la loro sopravvivenza non si deve più preoccupare di altro che della luce che ricevono in uno spazio chiuso e dell’acqua da dargli.

Come anche nel suo quotidiano, sono proprio luce e acqua i protagonisti dei suoi pensieri quando, come principale di un salone per la salute e il benessere dei capelli, ragiona in termini commerciali.

Sono sicuramente tanti gli aspetti da considerare quando si gestisce un salone di bellezza, ma sono ancora pochi, oggi in Italia, i parrucchieri che concentrano le loro attenzioni su come ottimizzare i propri consumi e offrire un ambiente più sano alla propria clientela. A Roma se ne contano sette, in tutta Italia 200: sono i saloni che hanno aderito all’iniziativa lanciata in concomitanza al lancio della gamma di prodotti ecosostenibili per capelli Serie Nature di L’Oréal Professionnel. Insieme a Federparchi e a esperti in materia di emissioni CO2, è stato avviato un lavoro di gruppo per avvicinare i parrucchieri alle tematiche ambientali e ad un conseguente ritorno economico dato da una serie di piccole regole comportamentali.

Gianfranco Boccanelli è uno di loro e oggi una targa in vetrina lo identifica come “Ecoparrucchiere”.



Che cosa è un ecoparrucchiere?

Un ecosalone è attento all’ambiente e soprattutto a cosa utilizza nel salone: questo significa soprattutto materiali ecocompatibili che non inquinino. Il 70% dei nostri prodotti rispettano l’ambiente. Questo fa sì che ciò che diamo e applichiamo al cliente sia compatibile con l’ambiente. Un esempio? Scegliamo shampoo i cui tensioattivi si smaltiscano più facilmente nell’ambiente, con profumi di derivazione naturale, senza coloranti.

Diventare un ecoparrucchiere cosa ha comportato?

Come primo passo direi quello di entrare nella filosofia e assumere comportamenti ecosostenibili a partire dalla scelta di prodotti che hanno caratteristiche ben precise che, a partire dagli ingredienti alla produzione, vengano applicate regole di rispetto dell’ambiente. Poi conta quello che facciamo noi in salone: come ci comportiamo? Quanta energia è necessaria? Quanta potrebbe essere risparmiata? E l’acqua?

Abbiamo iniziato a chiudere l’acqua quando non serve, per la messa in piega usiamo degli asciugacapelli che consumano meno, ma danno comunque dei grandi risultati. Non ho ancora messo la corrente alternativa, perchè mettere dei pannelli solari su un palazzo di Roma non è facile. Ma ho già proposto, durante le riunioni di condominio di portare non dico dei pannelli solari sul tetto, ma almeno un sistema di produzione dell’acqua calda alimentato dal sole. Le lampadine poi sono tutte a basso consumo e le luci fredde.

E’ venuto anche un esperto in emissioni CO2 nel mio locale che ha calcolato, in base alla metratura e al numero di addetti, quanta CO2 emettiamo nell’ambiente e quanti sono gli alberi da piantare per neutralizzare le emissioni. Ho quindi contribuito alla piantumazione di 20 alberi in uno dei Parchi per Kyoto, un progetto che Federparchi, Legambiente e Kyoto Club stanno realizzando fra gli altri grazie a L’Oréal nella Riserva di Diaccia Botrona, in provincia di Grosseto.

Inoltre ora gli incontri di aggiornamento si svolgono all’interno dei parchi naturali proprio per sensibilizzare altri parrucchieri. Solo a Roma i saloni sono 5000, quindi di strada da fare ce n’è ancora parecchia.

Quali sono secondo te i vantaggi? E quali per il cliente?

I vantaggi sono per noi stessi. Oggi emetto molte meno sostanze dannose nell’ambiente in cui lavoro e questo mi gratifica, il pensiero di fare qualcosa per l’ambiente mi fa stare bene. Abbiamo fatto in modo che la nostra clientela si accorgesse dei cambiamenti, spiegandole ad esempio che riduciamo i consumi di energia, che lo shampoo che le applichiamo fa meno schiuma perché, pur lavando allo stesso modo del precedente, inquina meno. Il phon che utilizziamo è a basso consumo, l’importante è far sapere e magari aiutare con piccoli consigli anche i nostri clienti a fare lo stesso anche a casa.

Che cosa pensi andrebbe migliorato?

Ad oggi possiamo descrivere la categoria degli ecoparrucchieri una categoria auto-organizzata.

Ci aiutano solo le aziende. Nel mio caso, L’Oréal Professionnel. Quello che secondo me manca, è una sensibilizzazione generale sul tema e che, a partire dal nostro esempio, altri professionisti pensassero a comportamenti più rispettosi dell’ambiente. Oggi la visibilità che abbiamo è quella che otteniamo grazie ad interviste come questa.

La nostra filosofia andrebbe veicolata non solo da noi e dai nostri clienti. Mi auguro che in futuro venga data ancora più visibilità a noi e alle nostre iniziative per attrarre i consumatori più responsabili.

Come e quando è nata l’iniziativa l’Oreal Saloni Nature? Quali altri paesi sono coinvolti?

L’iniziativa è nata in concomitanza con il lancio della gamma di prodotti per capelli Serie Nature di L’Oréal Professionnel, marca destinata agli acconciatori. Serie Nature tra i suoi valori marca l’eco sostenibilità, a partire dalla scelta degli ingredienti, dalla sostituzione nelle nuove formule di tensioattivi senza solfati più facilmente eliminabili nell’ambiente, con la garanzia però che i prodotti restino efficaci, fino agli standard di produzione nelle nostre fabbriche. Ci sembrava importante portare avanti questo percorso, coinvolgendo innanzi tutto il nostro primo interlocutore, il parrucchiere, sino ad arrivare ai clienti finali.

L’iniziativa è un progetto italiano ma anche in altri paesi ci sono iniziative eco sostenibili legate alla marca Serie Nature.

Quali sono le attività principali promosse per un ecoparrucchiere?

C’è innanzi tutto l’applicazione delle 10 regole eco in salone, possibilmente sensibilizzando anche tutte le clienti, inoltre abbiamo anche realizzato dei cofanetti per i prodotti solari, 1 € del prezzo che paga la cliente del salone viene devoluto per la piantumazione degli alberi nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona (in Provincia di Grosseto), considerata la più significativa area umida italiana, che possiede un ecosistema con un’incredibile varietà di microrganismi viventi, sia vegetali che animali.

Quanti alberi sono stati piantati nel Parco per Kyoto e chi è che calcola la compensazione di emissioni dei saloni che vi partecipano?

E’ stato fatto un audit iniziale con la collaborazione di Azzero CO2-Parchi per Kyoto per calcolare le emissioni di un salone piccolo, medio, grande, le analisi di consumo hanno evidenziato che un salone di piccole dimensioni produce 4,3 tonnellate CO2, uno medio ne produce invece 15,3 e uno grande 21,7. Questi dati rappresentano il “punto zero” da cui si è partiti per formulare le attività necessarie per ridurre i le emissioni.

Per il 2009 sono stati piantati 1000 alberi e per il 2010 saranno 1250, il nostro obiettivo è costituire una Foresta Serie Nature –L’Oreal Professionnel e arrivare minimo a 3000 alberi (tutti piantumati nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona).

Quale è il lo scopo principale e quanto è stato rag giunto fino ad ora? Come sono stati i commenti da parte dei principali partecipanti fino ad oggi?

Il nostro scopo è diffondere i valori eco sostenibili della marca, insegnare intanto le regole di base per un comportamento eco sostenibile all’interno dei saloni, partendo veramente da semplici accorgimenti senza i quali però sarebbe inutile fare progetti green più articolati.

Abbiamo notato un grande interesse da parte dei parrucchieri, che si è tradotto in un’adesione massiccia al progetto e di rimando anche i clienti sono molto colpiti da questa iniziativa. Abbiamo anche avuto un caso di apertura di un nuovo salone alimentato con pannelli solari questo anche grazie alla sensibilizzazione alle buone pratiche e al risparmio energetico in generale.

Il pubblico è molto colpito dalla quantità di risparmi, sia energetici che ambientali, che si possono realizzare semplicemente introducendo delle buone pratiche nella realtà professionale di tutti i giorni.

Cosa non è stato ancora raggiunto secondo le aspettative iniziali e quali sono i prossimi obiettivi?

Ipotizziamo che almeno 5 regole su 10 siano rispettate. Per ora i saloni coinvolti sono circa 200, il nostro desiderio è che crescano di 100 unità ogni anno, in Italia ci sono 90000 parrucchieri, per cui ci sono ampi margini di coinvolgimento e di crescita per questa nostra iniziativa.



L’Oréal Professionnel, l’acconciatura in Italia entra nei parchi

Econews è andata a bussare alle porte della L’Oréal Professionnel per capire cosa si cela dietro a una targa tutta nuova che pian piano si sta divulgando sulle vetrine dei parrucchieri italiani: l’ecoparrucchiere o Salone Nature.

Gli uffici milanesi di L’Oreal hanno così spiegato come un valore di responsabilità aziendale si sia fatto strada in Italia attraverso un meccanismo semplice e diretto capace di coinvolgere il produttore e il consumatore attraverso il venditore. Questo percorso tipico di ogni prodotto di bellezza questa volta, porta con sé un manuale d’uso completo per una clientela sempre più attenta ed esigente.


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