Economia “alternativa” in costante crescita.
a cura di Gianni Silvestrini Direttore scientifico QualEnergia Presidente Exalto
“E c’è una componente non marginale di giovani che trova importante riuscire a trovare un lavoro coerente con i propri ideali”
I lavori “verdi” presentano due caratteristiche interessanti. La loro domanda è in continua crescita, malgrado la crisi, e quindi chi intende dedicarsi ad attività ecosostenibili ha maggiore facilità nel trovare occupazione. E c’è una componente non marginale di giovani che trova importante riuscire a trovare un lavoro coerente con i propri ideali. È ovvio quindi che i green job abbiano una grande attrattiva. Ricordo che nel corso delle selezioni dei candidati per il Master ‘Ridef – energia per Kyoto’ del Politecnico di Milano mi sono capitati diversi casi di persone che lasciavano posizioni sicure in aziende importanti per reinventarsi un lavoro in sintonia con le proprie aspirazioni. O giovani che tentavano questa strada affascinati dalla possibilità di coniugare uno stipendio con un lavoro di cui essere orgogliosi.
In realtà, nella misura in cui si allarga il bacino di occupazioni “verdi”, questa impronta ideale diviene minoritaria. Pensiamo alla corsa delle fonti rinnovabili con investimenti annuali di oltre 100 miliardi di dollari su scala mondiale. Inevitabilmente interagiscono attori molto diversi tra loro. Dai fondi di investimento statunitensi - per i quali contano i tempi di ritorno dei capitali - ai progettisti, dai venditori di componenti agli installatori. Sono tutti impegnati nella realizzazione di interventi verdi, dall’eolico al fotovoltaico, dalle biomasse al mini-idro. Ma per molti di questi soggetti si tratta di un’attività come le altre: installare un impianto solare o una normale caldaia in fondo è la stessa cosa. Ma è proprio così? In realtà tutti, consciamente o inconsciamente, sentono di far parte di un’area emergente.
Ci sono gli spot televisivi con gli impianti solari. La pubblicità utilizza immagini di parchi eolici per dare un connotato ambientale ad altri prodotti, ad esempio automobili.
Le stesse multinazionali energetiche, nel corso delle assemblee dei soci, subiscono pressioni per ambientalizzare le proprie strategie.
Ma torniamo ai green job, con qualche dato che rende l’idea della crescita in particolare in alcuni settori. In Germania nel 2009, anno di crisi, sono stati creati 20.500 nuovi posti di lavoro nelle rinnovabili, comparto che ormai impiega 300.000 addetti.
Anche nel nostro Paese l’occupazione verde aumenta rapidamente, dall’agricoltura biologica al turismo sostenibile, dal riciclaggio dei rifiuti alla produzione di tecnologie per l’efficienza energetica.
Il macrocircuito dell’economia alternativa è arrivato a fatturare il 4% del Pil. E le previsioni sono di una forte crescita. Focalizzando l’attenzione sul comparto delle fonti rinnovabili, scopriamo che l’Italia negli ultimi anni ha finalmente preso la rincorsa, grazie soprattutto agli obbiettivi europei al 2020. Così il fotovoltaico nel 2009 ha fatto registrare un exploit con circa 750 MW installati, valore che ci pone al secondo posto nel Mondo dopo la Germania. E quest’anno la potenza installata è destinata a raddoppiare.
Insomma, l’indicazione è chiara. La green economy si sta facendo rapidamente strada e rappresenta una prospettiva occupazionale sempre più interessante. Particolarmente per chi ambisce a fare un lavoro in sintonia con i propri ideali.